<![CDATA[Calicantus SRL]]>http://it.calicant.us<![CDATA[Le immagini nell’e-commerce. Una fotografia vale più di mille parole]]>http://it.calicant.us/eshopping-blog/aspetti-pratici/le-immagini-nelle-commerce-una-fotografia-vale-piu-di-mille-parole.htmlLe strategie poste in essere durante la fase di ideazione/creazione di un sito web di e-commerce, solitamente prendono in esame parametri strettamente legati alle modalità di fruizione, alle tecniche di navigazione, al tipo di layout e in generale a tutte quelle procedure e strategie che rientrano più ampiamente nell’area di sviluppo del sito web. 

Tutti questi elementi sono certamente fondamentali e necessari per poter predisporre un sito di e-commerce efficiente e funzionale, tuttavia non di rado si assiste a siti web e-commerce che trascurano completamente, o quanto meno pongono in secondo piano, l’importanza delle immagini, siano esse illustrazioni o fotografie, confinandole a semplici elementi di corredo con una funzione eccessivamente approssimativa.

Si tratta certamente di un approccio sbagliato, in quanto sono le immagini stesse che nella maggior parte dei casi catturano l’attenzione dell’utente, lo accompagnano verso il processo di acquisto che, a questo punto si, deve essere supportato e coadiuvato da una piattaforma e-commerce funzionale e in grado di restituire valore aggiunto dal punto di vista della navigabilità e dell’usabilità.

Questo approccio caratterizza tutti i lavori e-commerce di Calicantus, la quale considera le immagini come un imprescindibile veicolo per moltiplicare l’efficacia e il successo dei propri progetti web.

 

Caratteristiche di una buona immagine per l’e-commerce secondo Calicantus

Calicantus sceglie con cura le fotografie dei propri progetti e-commerce. Tutte le immagini selezionate si basano su strategie di comunicazione tanto semplici quanto efficaci in termini di risposta da parte dell’utente. Ogni progetto e-commerce necessita inoltre di strategie diverse in funzione delle necessità di comunicazione e marketing rispetto ai propri prodotti/servizi venduti.  

L’immagine vende il prodotto…

Spazio
            Italia ecommerce

L’immagine scelta, tratta dal sito e-commerce di Spazio Italia, è particolarmente diretta e mostra immediatamente le potenzialità del prodotto.
Ad un primo sguardo si comprende di cosa si sta parlando, da quali ingredienti è composto il prodotto offerto e quali sono i suoi ambiti di utilizzo. Il testo scritto riveste il ruolo di corredo subordinato all’immagine visiva.

…e più prodotti devono suscitare interesse mantenendo un ordine chiaro

Scarpe di Anita

Lo spazio e-commerce Le Scarpe di Anita ben illustra l’ampia scelta di disponibilità a catalogo, senza per questo prescindere dalle regole di ordine e chiarezza espositiva.

Mostrare solo ciò che si sta vendendo, senza ambiguità….

Murano Glass Shop ecommerce


Il calice veneziano presente sullo spazio e-commerce Murano Glass Shop viene mostrato in maniera semplice ma efficace. Contrariamente a quanto si pensa, è importante che l’immagine non sia soltanto interessante da vedere ma è altrettanto importante che sia chiara e non ambigua, in una parola: leggibile.

 …e con completezza

Coducci ecommerce

Il negozio e-commerce Coducci presenta i propri prodotti in maniera non ambigua e attraverso differenti e opposti punti di vista che, nel settore del commercio elettronico, sono fondamentali per rendere maggiormente fluida la user experience.

Creare un’esperienza visiva ed immersiva...

Abhika area riservata ecommerce 
Per i siti web a forte impatto visivo come Abhika, è importante che le immagini sappiano giocare su emozioni e sentimenti.
Colori vivaci e forti contrasti creano un giusto equilibrio per attirare l’attenzione dell’utente.

 

…ed al contempo orientare l’utente nella scelta

Eden Java ecommerce

Giardini di Java, e-commerce dedicato alla vendita di mobilio per ambienti esterni e da giardino, sfrutta l’eventuale indecisione dell’utente, per guidarlo verso i prodotti disponibili attraverso immagini esplicative e di immediata comprensione.

 

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http://it.calicant.us/eshopping-blog/aspetti-pratici/le-immagini-nelle-commerce-una-fotografia-vale-piu-di-mille-parole.htmlThu, 1 Jul 2010 10:51:16 GMT
<![CDATA[Commercio elettronico - 10 Regole d'oro]]>http://it.calicant.us/eshopping-blog/scenari-globali/commercio-elettronico-10-regole-doro.html10 utili indicazioni su come realizzare un business online di successo. Senza pretesa di essere esaustivi ma con suggerimenti tratti da pubblicazioni internazionali e dal parere di operatori “sul campo”

In Italia gli acquirenti online (almeno un acquisto negli ultimi 12 mesi) sono 5,6 milioni. I negozi online censiti dalla Camera di Commercio di Milano sono 5.775. Considerando che i negozi fisici sono circa 1,2 milioni, il rapporto negozi/popolazione reale è circa 1:50 mentre il rapporto negozi online/acquirenti online è 1:1000. Pensate quanta meno concorrenza c’è ancora nel commercio elettronico rispetto alla distribuzione fisica !
Ci sono paesi dove l’offerta online è molto più ricca e la domanda è magari di poco superiore a quella italiana. La questione è che all’estero comprano mediamente di più. Cioè più frequentemente e con uno scontrino medio più alto. Perché? Sicuramente le ragioni sono molte e vanno anche ricercate sul fronte delle abitudini sociali e su aspetti culturali del nostro paese. E’ certo però che in Italia l’offerta di prodotti in vendita online è ancora molto modesta.
In alcuni settori, come quelli degli elettrodomestici, dei prodotti alimentari, dell’arredamento quasi assente in rapporto alla presenza di negozi “fisici”.
Quindi l’e-commerce rappresenta una grande opportunità, soprattutto in un momento di crisi come questo in cui i consumatori sono alla ricerca dell’offerta più conveniente. Nei viaggi, nelle apparecchiature elettroniche, ma anche in settori più tradizionali come l’abbigliamento ed i mobili.

Cosa fare per cominciare con il piede giusto ?
Come evitare trappole ed errori ?
A chi rivolgersi per avere un supporto professionale ?
Che risorse servono per partire ?

A queste e ad altre domande di base sul commercio elettronico cerca di dare una risposta il Decalogo che abbiamo curato e che si fonda su studi e ricerche nazionali ed internazionali e sui suggerimenti operativi di qualificati operatori del settore.

1. Partite da una vostra idea di sviluppo


Esplicitate un'idea di sviluppo della vostra azienda. Magari un vostro vecchio sogno nel cassetto. Tipo: “Vorrei vendere il prodotto X in Brasile. So che ha un grande potenziale ma non ho una rete di vendita”. Oppure ancora: “Vorrei offrire il mio servizio al settore XY ma servono troppi soldi da investire nelle riviste di settore”. La prima cosa è formulare in maniera precisa l’obiettivo. Ad esempio: “Vorrei aumentare le vendite di trapani speciali del 20%, rivolgendomi al settore degli elettricisti ed espandendomi nei mercati dell’Est Europa dove so che c’è richiesta”.

2. Definite un’organizzazione di partenza

Le parole chiave sono impegno condiviso e compiti precisi. L’impegno deve necessariamente partire dal vertice per cui il primo sponsor del progetto deve essere l’imprenditore (o il general manager). Questo deve poi trovare:
- Un responsabile di progetto interno. Teoricamente sarebbe opportuno avere all’interno un esperto di e-commerce o, almeno, di media digitali. Ma questo soprattutto in una PMI è solo un’illusione (o una fortunata casualità).
Allora bisogna trovare un giovane motivato che provenga magari da un settore come il commerciale o altri ma che abbia ambizione di crescere..
- Questo va affiancato da un esperto o da una struttura specializzata esterna. Che lo aiuterà a formare un team di progetto, che dovrà prevedere rappresentanti dei reparti più interessati ad un progetto di e-commerce (produzione, vendite, logistica, amministrazione&finanza).


3: Scegliete il partner giusto per il commercio elettronico - Marketing


Si è portati a pensare che il problema principale legato all’apertura di un e-commerce sia di carattere tecnologico. In realtà sono moltissimi gli aspetti da valutare. Il primo fra tutti è di marketing. Esiste un mercato potenziale online per il mio prodotto? Come progettare e realizzare il mio negozio online perché sia facilmente reperibile da questi utenti potenziali? Come strutturale il sito di e-commerce affinchè sia facilmente navigabile, preveda cioè un processo di acquisto semplice e trasparente? Quindi il partner che si deve cercare deve essere prima di tutto esperto di web marketing.
Bisogna cercare online un partner che sappia affrontare prima di tutto questi temi che sono propedeutici per capire se conviene o no partire con un business online.

4. Scegliete il partner giusto per il commercio elettronico – Aspetti burocratici

Cosa serve fare per aprire un negozio online?

Pochi sanno che da un punto di vista della autorizzazioni e del fisco, questo viene trattato come fosse un negozio fisico. Anche in questo caso è opportuno che il partner che scegliete conosca bene queste problematiche. Se lo ha già fatto per molti clienti saprà sicuramente suggerirvi come accelerare i tempi senza magari commettere errori o ingenuità.

5. Progettate un sito “user friendly” e ottimizzato per i motori di ricerca

Progettare e realizzare un sito di e-commerce vuol dire studiare i percorsi che gli utenti devono fare dal momento in cui entrano nel sito al momento in cui ne escono con il carrello pieno di prodotti. Studi internazionali ci spiegano che una quota importante di utenti (dal 20% al 30%) lascia il processo di acquisto online perché il processo è troppo lungo e farraginoso.

Esistono oggi inoltre delle piattaforme tecnologiche evolute che consentono di realizzare delle pagine web che fin da subito si piazzano ai primi posti dei motori di ricerca. Che consentono quindi di far risparmiare soldi all’azienda successivamente. In una fase delicata come quella della progettazione di un sito web il fai-da-te è da sconsigliare al massimo. Farsi fare il sito web dal figlio smanettone dell’amico è solo foriero di guai, soprattutto se volete guadagnare con il vostro e-commerce.

6. Promuovete online il vostro negozio online

Un’altra fase assolutamente strategica è quella del lancio del sito di e-commerce, una volta pronto. Molteplici sono gli strumenti che si possono utilizzare, sia online che off-line. Sulla base del target individuato e degli obiettivi di vendita si potrà formulare un piano di marketing online che potrà prevedere tra gli altri:

  • Una campagna pubblicitaria utilizzando le parole-chiave più rilevanti per il vostro business (tipo Adwords di Google)
  • Una campagna di email marketing con liste segmentate in modo accurato, in modo tale da non colpire nel mucchio
  • Una strategia di PR online che consenta di inserire contenuti interessanti per i vostri potenziali utenti su portali e blog da loro frequentati. Questi conterranno dei link che porteranno gli utenti interessati al vostro sito di e-commerce e – contemporaneamente – miglioreranno il suo posizionamento sui motori di ricerca

Vanno poi ovviamente sfruttate tutte le sinergie con i canali e gli strumenti di comunicazione off-line che già l’azienda utilizza con i clienti o con i potenziali (flyer, adesivi, locandine, depliant nei negozi fisici oppure in punti di “passaggio” di potenziali clienti).

7. Usate i social network


Ci sono casi di aziende che ormai utilizzano i social network sia per promuovere il proprio prodotto che per fare servizio clienti.
Non occorre arrivare a tanto. E’ chiaro però che una presenza opportunamente presidiata dell’azienda all’interno di un social network frequentato dal suo target è ormai indispensabile. Se vendete abbigliamento per giovani – ad esempio – potete sfruttare il potenziale di uno strumento come Facebook. Se vi rivolgete ad aziende e professionisti non potrà mancare un vostro profilo su Linkedin.

8. Gestite, gestite e ancora gestite

Spesso si sono viste fallire anche prestigiose iniziative di business online per banali questioni di gestione del tipo:

  • Catalogo prodotti online non aggiornato
  • Spedizioni in ritardo o errate
  • Fatturazioni sbagliate
  • Pagamenti che non arrivano o arrivano sbagliati

Se il nostro sito di e-commerce non è collegato con le reali disponibilità a magazzino, si rischia di ingannare l’utente.

Se sbagliamo a fare la raccolta e l’imballaggio dei prodotti a magazzino, facciamo subito una brutta figura con il cliente. Lo stesso se scegliamo uno spedizioniere inaffidabile.

Il problema è spesso che una PMI non ha risorse da dedicare alla gestione di un negozio online. In questo caso ci sono però strutture specializzate che si possono occupare dell’intera gestione. Dalla promozione fino all’incasso della fattura. E il bello è che potete pagarli sulla base dei risultati. Ovvero se vendete gli date una provvigione, altrimenti NO. Come un agente, anzi meglio perché questo vuole sempre almeno il rimborso kilometrico…

9. Verificate i risultati

Il bello del commercio elettronico è che potete facilmente misurare i risultati. Non solo in termini di vendite ma anche – ad esempio – come numero di visitatori, come tasso di abbandono del sito, come percentuale di utenti che ritornano, ecc ecc.

Quindi si possono introdurre dei correttivi – sia da un punto di vista della promozione online, sia da un punto di vista della interfaccia del sito – che possono rapidamente migliorare le performance.

10. Trovate sinergie con altri operatori della rete

E’ relativamente facile trovare online degli operatori che vendono al vostro stesso target prodotti diversi. Voi vendete abbigliamento sportivo e trovate chi vende online attrezzature per palestre. Potete studiare fruttuose operazioni di co-marketing. Come ad esempio promozioni incrociate del tipo “se compri assieme il prodotto A ed il prodotto B hai uno sconto del 20%”. Oppure un coupon per una prova gratuita di un prodotto a fronte dell’acquisto di un altro. E la fantasia può sbizzarirsi. Trovare queste forme di co-marketing è sicuramente più agevole nel mondo online che in quello reale, se non fosse altro perché qui le distanze non contano!

Ma a questo punto una domanda sorge spontanea. Per portare a termine questi 10 passi del commercio elettronico quante risorse finanziarie mi servono ?

Come è ovvio è molto difficile dare una risposta generica che valga per tutti i prodotti, tutti i mercati, ecc. E’ però possibile dire che trovando il partner giusto che voglia condividere con voi il rischio del business online, l’investimento iniziale è molto limitato. Per partire possono bastare alcune migliaia di euro, ma soprattutto la voglia di sperimentare, di mettersi in discussione che ad un imprenditore non devono mai mancare.

Marco De Alberti

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http://it.calicant.us/eshopping-blog/scenari-globali/commercio-elettronico-10-regole-doro.htmlFri, 18 Jun 2010 15:34:46 GMT
<![CDATA[I social network amici del commercio elettronico ?]]>http://it.calicant.us/eshopping-blog/scenari-globali/i-social-network-amici-del-commercio-elettronico-.htmlOltre 350 milioni di utenti nel mondo e quasi 14 milioni in Italia. Numeri da fare spavento. Sono quelli di Facebook, il social network più frequentato nel mondo che sta rivoluzionando il modo di comunicare tra i consumatori e – di conseguenza – tra le aziende ed i consumatori.

Una recentissima ricerca condotta da Gigya negli USA, ci informa che nel primo trimestre di quest’anno Facebook ha superato la posta elettronica come meccanismo (virale) di condivisione e di segnalazione ad amici di notizie, video e link da non perdere.

Si tratta di una vera e propria rivoluzione che mette in discussione le modalità con cui le aziende normalmente comunicano con i loro utenti. Infatti l’email è un tipico meccanismo unidirezionale in cui si prevede che il consumatore riceva delle informazioni scritte e che possa cliccare o non cliccare sul link che porta al sito dell’azienda mittente.

Con i social network (Facebook, Twitter, MySpace, etc) cambiano radicalmente le regole del gioco. In primis perché non è l’azienda che spinge il consumatore verso di sé (PUSH) ma è l’utente che autonomamente decide di interagire con l’azienda commentando una notizia, oppure facendo una richiesta diretta sulla bacheca online (PULL). Ma anche perché l’azienda non ha alcun controllo sui contenuti inseriti dall’utente (UGC, user generated content). L’utente può replicare il contenuto su “n” altre bacheche di utenti, sul suo blog o su altri blog e non c’è modo per l’azienda di fermare questo meccanismo di diffusione dell’informazione.

Ma l’azienda è dunque in balia degli estri o delle intenzioni più o meno buone di “chiunque passi per il web” ? Non è proprio così. L’azienda se sa presidiare in maniera opportuna i canali dove gli utenti dialogano ed interagiscono tra loro, ha delle enormi opportunità di volgere a suo favore questa interazione. Come ?

Vediamo qualche modalità utile, portando anche esempi di chi si è già messo in un ottica di “ascolto empatico” nei confronti degli utenti.

  1. Ci sono aziende che sfruttano i canali dei social network per promozionare le iniziative nei confronti dei consumatori. E’ il caso ad esempio di Coin che attraverso il suo blog, i contenuti inseriti su Facebook, Twitter e i video caricati su Youtube, coinvolge il proprio target su eventi quali: aperture di nuovi punti vendita, promozioni speciali su prodotti, ecc.

  1. Vi sono invece realtà medio-piccole che sfruttano il potenziale interattivo dei social network per fare servizio clienti. E’ il caso ad esempio di Eledofe – azienda attiva nel settore dei viaggi promozionali. L’azienda ha modo di entrare in contatto diretto con i suoi clienti, rispondendo a richieste e reclami ma avendo al contempo l’opportunità di veicolare informazioni e promozioni.

  1. Anche alcune istituzioni stanno intuendo il potenziale insito nei social network. Ad esempio il portale turistico della Regione Veneto www.veneto.to ha una sua presenza istituzionale sui social network dove vengono facilmente trovati dagli utenti per le parole chiave “turismo veneto”.

Come risulta evidente soprattutto dall’ultimo esempio, possiamo dire che i social network si stanno affiancando ai motori di ricerca come strumento a disposizione degli utenti per cercare informazioni.

Risulta quindi evidente che un’azienda che voglia “farsi trovare sul web”, necessità di una strategia di comunicazione multi-canale. In particolar modo se l’azienda vende prodotti online. Diamo un esempio di come potrebbe articolarsi in concreto questa strategia.

  • L’immagine corporate è sicuramente compito del sito di istituzionale che deve essere facilmente navigabile e fornire un ‘immagine adeguata alla posizione sul mercato dell’azienda. E’ necessario affidarsi a servizi di marketing online che – partendo dall’indagine di mercato – siano in grado di progettare il sito web coerente con gli obiettivi dell’azienda e le esigenze dei consumatori.
  • Le informazioni specifiche sui singoli prodotti, i prezzi e le altre condizioni di vendita trovano spazio nel sito di e-commerce. Questo deve essere realizzato disponendo di una piattaforma tecnologica facilmente adattabile al catalogo aziendale e che al contempo consenta alle pagine dei prodotti di essere agevolmente indicizzabili dai motori di ricerca.
  • Promozioni, offerte, ed altre informazioni possono essere veicolate attraverso campagne di direct email mirate oppure attraverso newsletter aziendali.
  • E però importante che sia dal sito corporate, che dal sito di e-commerce che dalle email inviate ai clienti vi sia la possibilità per i consumatori di accedere a piattaforme di dialogo con l’azienda. Come ad esempio un blog aziendale, oppure un social network.

Infatti l’obiettivo finale deve essere quello di rendere i clienti (attuali e potenziali) parte attiva della vita aziendale. Non solo consentendo loro di dare suggerimenti, di fare reclami o richieste particolari. Ma cercando di coinvolgerli anche nella progettazione e realizzazione del prodotto-servizio. Ad esempio consentendo loro di visionare il prototipo di un prodotto o addirittura invitarli a provarlo. Oppure di testare un nuovo software per verificarne l’usabilità ed il funzionamento.

Per realizzare queste strategie è necessario rivolgersi a strutture specializzate che siano in grado di seguire l’azienda in tutte le fasi della sua presenza online. Dalla progettazione e realizzazione del sito web fino allo studio delle strategie di visibilità online più adatte. In grado anche di aiutare l’azienda a gestire il suo business online se non ha tempo e risorse sufficienti da dedicare.

Marco De Albertiwww.mercatoglobale.com

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http://it.calicant.us/eshopping-blog/scenari-globali/i-social-network-amici-del-commercio-elettronico-.htmlFri, 30 Apr 2010 12:06:53 GMT
<![CDATA[Cosa fare per aumentare l'Export ? Vendere Online + 16% nel 2009]]>http://it.calicant.us/eshopping-blog/scenari-globali/cosa-fare-per-aumentare-lexport-vendere-online-16-nel-2009.htmlNon è forse la panacea contro la crisi. Ma un modo di fronteggiarla certo sì. Le aziende che si sono affidate al commercio elettronico nel 2009 mostrano un bilancio positivo su tutti i fronti.
Non solo perché sono aumentati gli ordini del 13%.
Non solo perché gli acquirenti online sono oramai 8 milioni (erano meno di 6 milioni lo scorso anno).
Non solo perché il 60% degli operatori ha dichiarato fatturati in crescita.
Ma soprattutto perché l’e-commerce si è dimostrato un ottimo grimaldello per aprire la cassaforte dei mercati internazionali.
Le vendite online verso l’estero sono infatti aumentate del 16%. Il che confrontato con il - 25% dell’export “fisico” (Fonte: Istat) è un dato che fa pensare.
Ma quali sono i motivi di questo successo delle vendite online all’estero ?

  • Innanzitutto il 2009 sarà ricordato come l’anno della riscossa del settore della moda e dell’abbigliamento. Almeno per quanto riguarda le vendite online. Questo settore – che tanti desideri ed emozioni suscita presso i consumatori stranieri – ha registrato un aumento record nel 2009: +42% rispetto al 2008 . Molte nostre firme (Armani, Bata, Diesel, Dolce&Gabbana, LaPerla, Misssixty, RobediKappa, Valentino, ecc) si sono affacciate in questo ultimo anno – anno e mezzo – ad Internet come canale di vendita. Ma anche operatori indipendenti che hanno realizzato dei club di vendita a condizioni di vantaggio, come ad esempio Born4shop. Dei veri e propri outlet online, con capi di grandi firme scontati fino al 70%.

    Calicantus E-Shop

  • Un altro settore molto apprezzato dai consumatori stranieri (europei ma anche americani ed asiatici) è quello agro-alimentare (vino, specialità gastronomiche, ecc). Ed anche qui, non a caso, il bilancio 2009 delle vendite online è favorevole (+9%).

  • Il settore del turismo che nonostante la grave crisi internazionale tiene. Debole contrazione del valore, ma aumento del numero degli ordini (+10%). E soprattutto un crescente interesse dei turisti stranieri per gli operatori economici italiani che usato il web come strumento di prenotazione e vendita.

Conclusione

Il messaggio che viene fuori da questi dati è “Pmi, svegliatevi e scegliete la strada del commercio elettronico per combattere la crisi”.
I vantaggi sono molti:

  • Facile accesso ai mercati internazionali, spesso altrimenti preclusi dalla distribuzione tradizionale
     
  • Costi molto modesti per avviare una attività di vendite online. Con poche migliaia di euro si può partire ed ottenere risultati

  • Possibilità di condividere i rischi con operatori specializzati. Grazie a modelli di gestione che prevedono un costo fisso ed una percentuale sulle vendite andate a buon fine.

  • Possibilità di intercettare proprio gli utenti online che cercano il nostro specifico prodotto. Grazie a piattaforme tecnologiche evolute che posizionano il sito nei motori di ricerca al top per le parole-chiave strategiche. Quindi investimenti in promozione mirati, alla portata anche dei budget risicati delle nostre Pmi.

Marco De Alberti

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http://it.calicant.us/eshopping-blog/scenari-globali/cosa-fare-per-aumentare-lexport-vendere-online-16-nel-2009.htmlFri, 30 Apr 2010 11:35:02 GMT
<![CDATA[Perché conviene vendere online i prodotti Made in Italy?]]>http://it.calicant.us/eshopping-blog/scenari-globali/perche-conviene-vendere-online-i-prodotti-made-in-italy.htmlIn tempi di crisi è fondamentale per le aziende trovare nuovi mercati di sbocco e nuovi canali di vendita. Ne esiste uno economico, facile da attivare, che non richiede lunghe ricerche di agenti o importatori e che consente di rendere i propri prodotti disponibili su tutti i mercati mondiali.
E’ internet, attraverso l’e-commerce. Le aziende che lo stanno sfruttando stanno avendo soddisfazione anche in questo periodo di crisi.

In particolare – secondo dati diffusi dall’osservatorio del Politecnico di Milano – alcuni settori trainanti del made in italy quali l’abbigliamento (+43%) è il turismo (+28%) hanno conosciuto nel 2008 tassi di crescita importanti proprio nel canale online. Crescita confermate anche dai primi dati del 2009.

I web shopper in Italia sono meno che altri paesi (5 milioni) e comprano poco rispetto ad esempio a inglesi, tedeschi, francesi. Infatti la percentuale delle vendite transitanti dal canale e-commerce è in Italia sotto l’1% (circa 7 miliardi di euro).

Le spiegazioni proposte fin qua per questa immaturità italiana non sono convincenti:

  • La ritrosia all’utilizzo della carta di credito. Le frodi online sono a livello bassissimo (sotto lo 0,2%) e sono in calo grazie ai meccanismi di sicurezza sempre più sofisticati e a circuiti di pagamento ultrasicuri come ad esempio PayPal. Inoltre sono disponibili anche meccanismi di pagamento più tradizionali e sicuri come ad esempio il bonifico, con successivo fax di conferma.
  • La necessità per il consumatore italiano di avere un rapporto “fisico” con il prodotto. Se questo è probabilmente vero per i prodotti di lusso personalizzati – quelli che si comprano una tantum – che si debbono assolutamente provare per non buttare via i soldi, è molto meno vero per i prodotti di uso corrente. Altrimenti non si spiega il successo di siti di aste online come E-bay che anche quest’anno conosce un vero boom. Oppure di siti che vendono abbigliamento come ad esempio Yoox anche questo in ottima salute. Cioè che importa è fornire prodotti con un rapporto prezzo/qualità vantaggioso. E con il web è possibile, perché non ci sono i costi di struttura (personale, locali, ecc).

Un’ipotesi più plausibile – avvalorata dai ricercatori del Politecnico – è che siamo di fronte ad una sorta di “circolo vizioso”. Vi sono pochi web shopper in quanto l'offerta online è insufficiente e nel contempo le aziende e gli operatori del commercio sono restii ad andare online perché ritengono la domanda ancora immatura e numericamente non significativa.

Come rompere questo circolo ? Partiamo sempre dai dati. I prodotti venduti online verso i mercati esteri da parte dell’e-commerce italiano sono in crescita, soprattutto nei settori più qualificanti del made-in-italy (abbigliamento, turismo e, in minor misura, agro-alimentare). L’export dell’e-commerce italiano pesa per circa il 13-14% sul totale ed è in crescita costante.

I grandi brand del made-in-italy ma soprattutto le tante PMI che hanno prodotti di qualità a prezzi competitivi hanno un grande potenziale di sviluppo con l’e-commerce.
L’importante è affidarsi ad operatori qualificati che non si limitino a fornire la piattaforma tecnologica per vendere online. Ma che siano in grado di “prendere per mano”, l’azienda dall’inizio. Dalle analisi di fattibilità, fino all’elaborazione di un business plan. Dalla realizzazione del sito di vendita online, fino alla sua promozione online nei mercati nazionali ed internazionali.
E che – se serve – sia in grado di farsi carico anche della gestione. Dal rapporto con il cliente, alla fatturazione, ai pagamenti, fin alla gestione degli insoluti.

Marco De Alberti

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http://it.calicant.us/eshopping-blog/scenari-globali/perche-conviene-vendere-online-i-prodotti-made-in-italy.htmlTue, 22 Sep 2009 09:27:03 GMT
<![CDATA[E-commerce 2009, ordini + 11%. Boom degli acquisti online di abbigliamento: +36%]]>http://it.calicant.us/eshopping-blog/scenari-globali/e-commerce-2009-ordini-11-boom-degli-acquisti-online-di-abbigliamento-36.htmlIl commercio elettronico continua a crescere. Nonostante la crisi e, forse, grazie ad essa. + 18% nel 2008. Previsioni di aumento ordini anche nel 2009 (+11%). Per alcuni settori ci si aspetta un notevole sviluppo. Come per l’abbigliamento (+36%) e l’area editoriale/musicale (+19%).

L’ e-commerce combatte la crisi. Non è la panacea per tutti i mali, ma è sicuramente un ottimo “ricostituente” per creare nuovi mercati e sostenere le vendite, in crisi nei canali tradizionali.
Dopo un buon 2008, ci aspetta un 2009 in cui si prevede un aumento sia del numero degli ordini effettuati online (+11%), sia del numero di utenti.
Ed è proprio questo il dato più significativo che emerge anche da recenti ricerche (come quella curata da Netcomm/Eurisko): è in costante aumento il numero di utenti che utilizza il web come canale di acquisto.
Nel 2008 coloro che hanno effettuato un acquisto negli ultimi 3 mesi (i “frequent buyer”, potremmo chiamarli) è aumentato di oltre il 14% rispetto al 2007 (vedi grafico) ed il trend è destinato a continuare nel 2009.grafico evoluzione e-commerce

E il mercato italiano è uno di quelli che hanno maggiori margini di crescita. Infatti oggi poco più dell’11% degli utenti web ha effettuato un acquisto negli ultimi 12 mesi. Si pensi che la media europea è del 34%.
Le previsioni più accreditate ci dicono che nei prossimi 2 anni e mezzo (cioè da qui al 2011) il numero degli acquirenti online in Italia crescerà del 30%.


La ricerca Netcomm sfata alcuni miti che circondano l’e-commerce:

  • La stragrande maggioranza degli utenti web è fiduciosa nei pagamenti online.
  • La soddisfazione degli utenti nei servizi forniti dai siti di e-commerce è molto elevata (il 99% si dichiara molto o abbastanza soddisfatto).
  • Permane la preferenza degli italiani per il contatto fisico con i prodotti, anche se la ricerca dell’offerta speciale, dell’occasione spinge ormai all’acquisto su Internet anche di prodotti “fashion”. Non a caso le vendite online dell’abbigliamento sono previste in aumento nel 2009 del 36%.

Il settore dominante per gli acquisti online si conferma il turismo. Che anche nel 2009 continuerà a pesare più del 50% sul totale. Si prevede un valore di vendite in leggera contrazione. A fronte di una riduzione dello scontrino medio, ma di un buon aumento del numero di ordini (+7%).
Gli esperti interpretano questo fenomeno come una rinnovata fiducia nei confronti del canale web da parte del popolo dei vacanzieri. In un periodo di crisi sono ovviamente preferite le offerte speciali, i last minute, ecc. Questo spiega la contrazione dello scontrino medio.

E gli operatori del settore come la pensano ? Sono generalmente ottimisti, e di questi tempi non è certamente poco. Alcuni dati esprimono bene questo “sentiment” positivo:

  • Il 50% del campione intervistato (principali operatori che coprono tra l’80% e il 95% del giro d’affari di ogni settore) si aspetta nel 2009 una crescita di fatturato pari almeno al 20%.
  • 8 operatori su 10 prevedono comunque un aumento del loro fatturato.

Perché questa fiducia ? Perché trovano sempre più spesso aziende clienti che si affidano a loro non semplicemente per la realizzazione del sito di e-commerce. Ma che ricercano consulenza e servizi a 360°: Dall'analisi di mercato, alla promozione online, fino alla gestione di tutto il ciclo, dall’acquisizione dell’ordine alla riscossione del credito.
Le parole-chiave per le aziende in questo 2009 sono: minimizzare i rischi e massimizzare la redditività.
Ecco perché anche aziende di media-grande dimensione, come ad esempio Air Dolomiti, si sono affidate alle competenze di un operatore specializzato in e-commerce come Calicantus , per sviluppare il loro business online.

Marco De Alberti

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http://it.calicant.us/eshopping-blog/scenari-globali/e-commerce-2009-ordini-11-boom-degli-acquisti-online-di-abbigliamento-36.htmlFri, 22 May 2009 10:38:11 GMT
<![CDATA[Adempimenti burocratici per aprire un e-commerce]]>http://it.calicant.us/eshopping-blog/aspetti-pratici/adempimenti-burocratici-per-aprire-un-e-commerce.htmlLe amministrazioni pubbliche non fanno alcuna differenza tra negozi online e negozi offline, quindi se vuoi aprire un e-commerce, cioè iniziare a vendere i tuoi prodotti sul web, ti viene richiesto il requisito indispensabile dell'iscrizione alla Camera di Commercio ed ovviamente quello di possedere la partita IVA.
Per avviare un'attività di commercio elettronico al dettaglio (BtoC) cioè rivolta al consumatore finale, nel caso in cui tu abbia già un negozio reale, ma non di prodotti alimentari, è necessario come primo passo informare il Comune.
La comunicazione va inoltrata: nel caso di ditta individuale al tuo Comune di residenza, nel caso di società al Comune dove ha sede legale la tua attività. La comunicazione avviene attraverso il modello COM6BIS, che va richiesto al proprio Comune o alla propria associazione di categoria.
Una volta che lo avrai compilato in triplice copia, devi protocollarlo di persona in Comune (non è soggetto a bollo) o inviarlo a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento.
Ad ogni copia va allegata una fotocopia del documento di identità del o dei firmatari. Una copia resta all'Ufficio Commercio del Comune, una rimane a te e la terza la devi consegnare al tuo commercialista che provvederà all'invio telematico alla Camera di Commercio – Ufficio del Registro delle Imprese – della provincia a cui appartieni, non prima che siano trascorsi trenta giorni (del cosiddetto “silenzio assenso”), pena il pagamento di una pesante sanzione amministrativa.
Per abbreviare i tempi della burocrazia abbiamo provato a presentare personalmente il modello alla Camera di Commercio, ma ci è stato risposto che la presentazione può avvenire solo per via telematica.
Se in questo periodo di tempo non hai ricevuto ulteriori comunicazioni (si intende contrarie alla tua domanda o richieste di integrazione) da parte del tuo Comune bisogna informare lo stesso (sempre l'Ufficio del Commercio) dell'inizio vero e proprio dell'attività di commercio elettronico attraverso la compilazione, ancora una volta in tre copie, del modulo IA o comunicazione di inizio attività (scaricabile, quando c'è, dal sito del proprio Comune). Come sopra, la terza copia, sottoscritta e protocollata, va restituita al proprio commercialista che la invierà alla Camera di Commercio.
A questo punto potrai finalmente iniziare a vendere i tuoi prodotti sul web.
Un utile testo-guida, scritto da Andrea Lisi, su cosa fare quando si intende realizzare un sito per l'e-commerce, è “Il negozio telematico – profili giuridici di un e-shop”.
Forum interessante per la materia degli adempimenti burocratici inerenti l'e-commerce è quello di Giorgio Tave.

Allegati
Guida alla compilazione del Modello COM6bis (Fonte AICEL)
Fac simile Modello COM6bis, pag1, pag2 (Fonte I profili giuridici di un e-shop di Andrea Lisi)

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http://it.calicant.us/eshopping-blog/aspetti-pratici/adempimenti-burocratici-per-aprire-un-e-commerce.htmlTue, 31 Mar 2009 10:10:53 GMT
<![CDATA[La gestione delle spedizioni per l'e-commerce]]>http://it.calicant.us/eshopping-blog/aspetti-pratici/la-gestione-delle-spedizioni-per-le-commerce.htmlHai creato o assistito alla creazione del tuo sito di e-commerce e adesso lo gestisci occupandoti personalmente del rapporto con i clienti, degli ordini e della gestione del magazzino. Ottenute le necessarie autorizzazioni per essere in regola con le normative vigenti, ti troverai nella delicata posizione di dover selezionare uno o più compagnie di corriere espresso e consegna pacchi tra le tante che operano nel nostro paese. Scelta obbligata se vuoi vendere i tuoi prodotti ai potenziali clienti sparsi per il mondo.
Quanto più competitivo sarà il prezzo della spedizione tanto più alta sarà la probabilità che il tuo acquirente arrivi, con il suo carrello virtuale, alla cassa. Da queste considerazioni sono ovviamente esclusi tutti quei prodotti e/o servizi immateriali che usano la rete per arrivare a destinazione.

Alcuni consigli per il neofita:
1. Non sottovalutare la scelta perché potresti mettere in discussione la reputazione del tuo e-shop.
2. Non scegliere solo pensando al risparmio economico.
3. Informati e confronta le esperienze altrui ma non lasciarti condizionare; quindi fatti fare quanti più preventivi (offerte economiche) su misura e non limitarti a leggere listini online.
4. Apri più di un account con diversi spedizionieri in modo da testarli tutti sul campo, almeno per la fase iniziale della tua attività.
La selezione la farai tu stesso al termine del periodo di prova. Poi non è detto che ne debba tenere solo uno; puoi utilizzare il più competitivo per le spedizioni in Italia o quello che applica le tariffe più basse per le isole, e considerarne un altro per i paese esteri.
Comunque a fare sempre la differenza in queste grandi società di spedizioni, è la serietà delle persone che ci lavorano, dal semplice autista all'operatrice del call center in su. Tienine conto.
Detto ciò, i fattori che entrano gioco nella scelta sono molteplici e tutti importanti.

Devi porti alcune domande. Saranno le stesse che ti verranno poste dai vari referenti commerciali con i quali entrerai in contatto:
Cosa vendi e quindi cosa spedisci?
Ovvero tipologia dei pacchi e peso. In genere il prezzo del servizio si articola su più fasce di peso in base al rapporto tra peso e volume effettivamente spedito. Il peso tassabile, sul quale pagherai le spese di spedizione, è il maggiore tra il peso reale (calcolato in Kg. o gr.) ed il peso volumetrico (determinato attraverso la formula altezza x lunghezza x larghezza / 5000 ca.).
Dove spedisci ?
In questo caso le offerte si differenziano tra spedizioni nazionali, in Europa, extra CEE, e spedizioni internazionali. Poi stabilita la tipologia del prodotto si applicano di conseguenza, ma solo in questi ultimi due casi, gli oneri doganali, i dazi e l'IVA (per saperne di più consulta il sito dell'Agenzia delle dogane). Nel tuo caso queste pratiche e tariffe di sdoganamento vengono svolte dallo spedizioniere al quale ti affidi. Se non richiesto diversamente tasse e oneri vengono fatturati al destinatario mentre l'IVA si applica sui costi di trasporto all'interno dell'Unione Europea.
Che tempi di consegna?
Potrai avere servizi più rapidi via aerea e meno via gomma o talvolta combinati, sempre calcolati in giorni lavorativi. Scegli quello che ha il miglior rapporto tra rapidità di consegna e costi di spedizione.
Le modalità di fatturazione. Se a consuntivo mensile, cioè paghi le spedizioni effettuate nell'arco del mese o altro. Dipende da quante spedizioni fai nel periodo.
Qual'è il servizio di assistenza clienti?
E' fondamentale, che sia attraverso un numero verde o un sito web preposti, difficile farne a meno. Ti servirà per prenotare un ritiro (una “presa”) presso il tuo magazzino o negozio, per conoscere in tempo reale lo stato della spedizione (monitoraggio con il “tracking online”), sapere se è giunto a destinazione ed ultimo ma non meno importante (potrà capitarti anche con i migliori corrieri), inoltrare reclami.
E i servizi accessori?. Possono essere vari a seconda del corriere e spesso fanno la differenza. Di solito sono le spese per la giacenza (quando al corriere, per cause a lui non imputabili, non è stato possibile recapitare il pacco e paghi una tariffa giornaliera), il servizio per il pagamento della merce in contrassegno (il corriere incassa direttamente l'importo a te dovuto in contanti o assegno), le consegne fermo deposito (per il cliente che preferisce ritirare la merce presso la filiale dello spedizioniere), l'assicurazione delle spedizioni (personalizzabile in funzione delle tue esigenze), le spedizioni “multicollo”, o la possibilità di stamparti direttamente la lettera di vettura con il codice a barre e la fattura quando prenoti un ritiro online.
In ultimo chiedete dei supplementi: cap disagiati e consegne fuori zona, supplementi per le isole, sovrapprezzi per carburante, per le merci pericolose, per le consegne il sabato e per i servizi di sdoganamento così via. Possono far lievitare, e di molto, il prezzo finale della spedizione.

In conclusione, come vedi, quello degli spedizionieri è un ambito piuttosto complesso e articolato. Difficile fare delle scelte. Alcune società specializzate nell'e-commerce ti forniscono direttamente gli strumenti tecnologici (il software) per poter gestire le spedizioni senza alcuna difficoltà. Poche, e Calicantus è tra queste, si assumono anche il compito di gestire il servizio direttamente.
Scopo di questo contributo è di aiutarvi a chiarire le idee e facilitarvi nell'approccio con i vari spedizionieri. Di seguito ne elenchiamo alcuni rigorosamente in ordine alfabetico:

http://aws.leonet.it/
http://www.bartolini.it/
http://www.dhl.it/
http://fedex.com/it/
http://www.fercam.com/it/
http://www.gls-italy.com/
http://www.sda.it/
http://www.tnt.it/
http://www.ups.com/europe/it/itaindex.html

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http://it.calicant.us/eshopping-blog/aspetti-pratici/la-gestione-delle-spedizioni-per-le-commerce.htmlWed, 22 Oct 2008 12:36:59 GMT
<![CDATA[Cosa cresce in tempo di crisi ? il commercio elettronico.]]>http://it.calicant.us/eshopping-blog/scenari-globali/cosa-cresce-in-tempo-di-crisi-il-commercio-elettronico-.htmlLa crisi morde tutti i settori, dall’auto al turismo, alla grande distribuzione. Solo un settore cresce anche nel 2008 di oltre il 20%, nonostante alla crisi. Anzi grazie alla crisi. Il commercio elettronico amplia i mercati e riduce i costi per le imprese. Amplia l’offerta e riduce i prezzi per i consumatori. La quadratura del cerchio.

Nei tempi duri, sono i duri a vincere. Non è il titolo di un western all’italiana. E’ come si presenta lo scenario del’e-commerce in Italia dallo studio dell'Osservatorio Netcomm - School of Management del Politecnico di Milano.
Infatti anche nel 2008 si segnala una crescita a 2 cifre (21%) delle vendite generate dai siti di commercio elettronico in Italia che si assestano sui 6 miliardi di euro.
L’incidenza sul totale delle vendite al consumo è di poco superiore all’1%. Poco se confrontata con quella media europea (attorno al 7%) o di alcuni paesi come USA e UK (oltre il 10%).
Ma ci sono alcune tendenze in atto – che si stanno accentuando in questo periodo di crisi – che sembrano preludere ad un ulteriore e forte sviluppo dell’e-commerce anche in Italia:

  • In primo luogo dal lato degli utenti, vi è una crescita nella dimestichezza all’utilizzo della rete nel processo di acquisto. In particolar modo sono molto usati i motori ricerca (95% degli utenti web), i portali specialistici (come Ebay) ed i siti di comparazione prezzi tipo Kellkoo (45%). In tempi di ristrettezze diventa fondamentale la ricerca delle migliori condizioni di acquisto.
  • In secondo luogo il web può rappresentare per molte aziende – soprattutto PMI – l’unico canale di vendita accessibile per raggiungere nuovi mercati, in Italia ma soprattutto all’estero. Ci sono molte piccole-medie aziende, soprattutto del made-in-Italy che hanno ottimi prodotti ma non hanno distributori o negozi propri. Realizzare un progetto di e-commerce e promuoverlo online ha dei costi oggi largamente affrontabili anche per una PMI.
  • Anche per aziende più strutturate, che già hanno una distribuzione “fisica”, il web rappresenta un canale di vendita alternativo che può raggiungere consumatori che altrimenti sarebbero fuori portata. Inoltre – dati i bassissimi costi di intermediazione – consente di proporre sul mercato prodotti a prezzi che possono essere del 40-50% inferiori rispetto alla distribuzione tradizionale.

In Italia sono gli operatori online (le cd DOT.com) a gestire principalmente i siti di e-commerce (circa il 50% del totale). Questo perché vi è ancora ritrosia da parte delle aziende produttrici e della grande distribuzione (a parte qualche caso come Esselunga e MediaWorld) ad investire in un canale alternativo come l’e-commerce.
A volte c’è la paura di cannibalizzare la distribuzione tradizionale, a volte mancano risorse e competenze.

Il rischio della cannibalizzazione tra canali è certamente inferiore ai vantaggi provenienti dalla possibilità di raggiungere il consumatore nei vari momenti della sua vita. Il commercio elettronico va pensato in modo integrato. Il consumatore, infatti, a seconda del momento della giornata e del luogo in cui si trova può scegliere canali differenti. Ma la possibilità di fidelizzarlo al proprio brand in ognuno di questi è un vantaggio competitivo che in Italia pochissimi hanno colto fino ad oggi.

Per quanto riguarda la carenza di risorse e competenze da parte delle aziende, oggi sul mercato si stanno affermando operatori come Calicantus , consulenti e gestori per conto delle aziende del business online.
Quindi non solo per realizzare il catalogo online, ma per curare l’immagine del sito e promuoverlo online. E poi curare tutta la gestione dell’e-commerce: dalla relazione con il cliente, alla fatturazione e spedizione della merce, fino alla gestione finanziaria.

In una situazione di crisi, mettere assieme il coraggio dei nostri imprenditori con le competenze e le esperienze di operatori specializzati come Calicantus può rappresentare il mix vincente.

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http://it.calicant.us/eshopping-blog/scenari-globali/cosa-cresce-in-tempo-di-crisi-il-commercio-elettronico-.htmlWed, 22 Oct 2008 12:36:44 GMT